Time to (design) think!

Le imprese cercano sempre nuovi approcci per migliorare i propri processi e la gamification può essere una risposta valida a questa ricerca. Tuttavia, per introdurre aspetti di gamification nella propria struttura è necessaria una progettazione accurata: seguire l’istinto e improvvisare può essere più controproducente di quanto possiamo aspettarci. In questo articolo raccontiamo il nostro approccio da designer all’introduzione della gamification nei processi aziendali focalizzandoci su 6 step progettuali utili per la sua corretta implementazione.

Il mondo odierno è in costante evoluzione e le aziende cercano nuovi approcci per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei loro processi interni, oltre che per poter formare e aggiornare i propri collaboratori.

Un approccio che ha guadagnato sempre più terreno nel supportare le aziende nei loro processi trasformativi è la gamification, ovvero una strategia che prevede l’introduzione di elementi di gioco nei contesti aziendali per stimolare l’engagement, migliorare le performance e favorire l’apprendimento organizzativo.

La gamification, infatti, ha un grande potere di trasformare il modo in cui i dipendenti affrontano le sfide quotidiane, mantenendoli coinvolti, e senza ricorrere a logiche coercitive; tuttavia, per raggiungere i suoi obiettivi, deve fare seguito a un’attenta progettazione.

I processi chiave per la gamification

Quasi a ogni processo organizzativo che coinvolge esseri umani possono essere applicate logiche di gamification, che assumono particolare rilevanza in specifici ambiti aziendali: ad esempio, risultano essere molto utili nei processi di onboarding dei dipendenti perché permettono di rendere più agevole e facile l’immedesimazione nella nuova realtà organizzativa.

È anche efficiente in tutti quei processi che richiedono alle persone di muoversi nello spazio e interagire con questo, come i quelli commerciali sul territorio che richiedono continui spostamenti, o i quelli di produzione dove invece c’è una variabile competitiva come la qualità in relazione al tempo.

L’introduzione di dinamiche ludiche in questi processi può facilitare l’apprendimento di comportamenti organizzativi cruciali, mantenere alta la motivazione dei dipendenti e ottimizzare le performance senza dover ricorrere a logiche impositive o a politiche di premialità salariale.

Il percorso di design della gamification
Il nostro modo di approcciarci alla gamification dei processi aziendali non poteva che essere da designer e prevede 6 step di progettazione che, se seguiti nell’ordine corretto, permettono di creare tutte le condizioni fondamentali al successo dell’iniziativa.

Il percorso di design della gamification

Il nostro modo di approcciarci alla gamification dei processi aziendali non poteva che essere da designer : di seguito proponiamo 6 step di progettazione che permettono di creare tutte le condizioni per il successo dell’iniziativa.

1. Innanzitutto, è essenziale definire chiaramente gli obiettivi che si intendono raggiungere con la gamification e quali siano i comportamenti organizzativi attesi dopo l’introduzione di tali logiche. Nei casi di inserimento della gamification per l’evoluzione di processi già esistenti è utile misurare i risultati attuali per comprendere esattamente l’impatto della gamification.

2. Successivamente è necessario definire il posizionamento dell’iniziativa di gamification assicurandosi che sia allineata con la mission e i valori aziendali e che sia compatibile con il clima interno. Proprio per assicurarsi che non trovi resistenze da parte della popolazione aziendale,  è spesso utile prevedere una fase di ascolto delle persone prima di introdurre la gamification.

3. Individuati gli obiettivi e il posizionamento si definiscono le attività che si vogliono far svolgere ai partecipanti nell’esecuzione del processo aziendale. Devono essere ben analizzati i comportamenti organizzativi che le persone dovranno apprendere e da questi si possono ipotizzare i giochi e il sistema delle gratificazioni (senza una ricompensa non esiste il gioco, ndr).

4. Come sempre a un certo punto della progettazione, in questo caso quasi a metà, arriva la definizione degli aspetti temporali in cui svolgere l’attività di gamification. La temporalità riguarda sia l’iniziativa nella sua interezza, sia le singole parti o i singoli giochi.

5. Prima di procedere con l’ultima attività è utile definire quale potrebbe essere il media mix da utilizzare. In questo modo si possono evidenziare subito degli obblighi e delle limitazioni tecniche di budget a cui far attenzione nell’ultima fase di progettazione.

6. Arrivati all’ultimo step, il lavoro di progettazione non è ancora finito e, anzi, entra nella sua fase più lunga e divertente: la costruzione delle logiche di funzionamento puntuale dell’iniziativa e di ogni singola attività. È proprio in questa fase che avviena la progettazione dei giochi, le loro regole, le modalità di ricompensa e così via. In questa fase, in altre parole, è dove si vanno a costruire gli aspetti di gamification.

Conclusioni e appuntamento alla prossima volta

In conclusione, il successo dell’inserimento di logiche di gamification nei processi aziendali risiede nell’approcciarsi a questa opportunità in modo strutturato. La progettazione accurata è condizione necessaria per far sì che la gamification sia  un valido strumento di supporto alla trasformazione delle organizzazioni rispetto agli obiettivi aziendali, evitando il rischio che diventi controproducente.

Visto che nella fase sei abbiamo solo accennato a cosa si dovrà fare, nella prossima puntata approfondiremo nel dettaglio le tipologie di giochi che possono essere progettati.

Prima di concludere, un ultimo passaggio che non ci siamo dimenticati di scrivere: vale anche qui la regola “il gioco è bello se dura poco” .

Una gamification con durata illimitata e costante non sarà più un’iniziativa volta a un cambiamento ma trasformerà il gioco in normalità con tutte le conseguenze del caso.