Time to (design) think!

Katia e Aurora sono state all’Afragola Film Festival, per partecipare al talk “Movie-design: competenze, opportunità e valore strategico in un contesto trasformativo” e raccontare un caso studio sviluppato all’interno di “Working Through Digital Transformation (WTDT)”, progetto promosso da Imagislab in collaborazione con Twig.
Da questa occasione, è nata una riflessione sul valore dei prodotti audiovisivi nella comunicazione odierna, che Katia illustra in questo articolo.

Per capire il contesto in cui la comunicazione contemporanea si sta muovendo è necessario partire dai dati. La fotografia che abbiamo davanti è molto chiara: le organizzazioni oggi devono competere a livello di narrazione che deve esistere indipendentemente da ciò che l’organizzazione offre. Questo ha fatto evolvere la comunicazione passando dal colpire un target specifico a ingaggiare una audience di riferimento più ampia che condivide con le organizzazioni un asset di tipo valoriale.

Abbiamo sempre più dispositivi e viviamo in una connessione costante: questo comportamento fa sì che si producano dati sul nostro modo di fruire contenuti e canali. Infatti, tutti i dispositivi e i canali hanno una caratteristica comune: producono dati, che sono una rappresentazione delle abitudini di consumo mediale e degli interessi delle audience.

E proprio i dati ci dicono che gli audiovisivi, nello specifico i video, sono il medium più efficace per ingaggiare le audience; tuttavia se da una parte le tecnologie sono così avanzate che è possibile creare un prodotti audiovisivi professionale con uno smartphone, dall’altra questo tipo di linguaggio non è veramente conosciuto e condiviso. È quindi sempre più importante fare formazione sulle basi della grammatica e del linguaggio per fare interloquire i futuri professionisti della comunicazione in modo efficace e per migliorare la qualità di ciò che viene distribuito sui vari canali. 

Cosa significa, però, creare un prodotti audiovisivi strategici di qualità? 

Al di là delle nozioni di tipo tecnico crediamo sia importantissimo che ogni contenuto porti un vantaggio razionale o irrazionale, materiale o immateriale alle audience per cui è progettato. 

Per progettare un video o un intero piano editoriale basato su contenuti di differente natura diventa quindi essenziale una fase di ascolto delle audience in cui si potranno collezionare dati quantitativiinsight non solo sui bisogni ma anche sulle modalità di fruizione e sui canali in cui i video verranno distribuiti. In questo modo non sarà necessario immaginare quale possano essere il contenuto o il tono migliore per un pubblico ma ce lo faremo dire dal pubblico stesso coinvolgendolo – in modo consapevole o non – fin dalle prime fasi di progettazione

Come designer, abbiamo quindi un approccio all’audiovisivo e alla creazione dei contenuti differente da chi lo progetta per puro intrattenimento ma dobbiamo necessariamente concepirlo in modo sistemico all’interno di strategie ampie e con i bisogni delle nostre audience sempre al centro

All’interno dei nostri percorsi didattici, di ricerca e professionali abbiamo poi potuto testare l’audiovisivo come strumento in più fasi del percorso progettuale. 

– In una prima fase di ascolto e analisi l’audiovisivo permette di collezionare dati utili all’analisi, mediante interviste o semplicemente delle riprese di carattere più etnografico; può essere utilizzato anche per comunicare i dati della ricerca e semplificarli in modo da stimolare il dialogo con gli stakeholder. 

– In una fase strategica è un ottimo strumento di envisioning e di comunicazione delle linee guida strategiche.

– Infine come output è sicuramente il contenuto più ingaggiante sia in strategie di comunicazione a lungo termine che in campagne di marketing più verticali. 

In ogni fase è comunque sempre evidente il potere che un prodotto audiovisivo ha nel coinvolgimento di stakeholder di progetto e di pubblici e nella costruzione di relazioni efficaci. Questo le rende un asset strategico fondamentale per il dialogo delle organizzazioni e crediamo fortemente possa essere un ottimo strumento anche per l’evoluzione delle pubbliche amministrazioni, sia per l’ingaggio che all’interno di percorsi formativi. 

Con il moltiplicarsi di canali e formati si rende poi sempre più impellente la necessità di formare professionisti che sappiano maneggiare l’audiovisivo nella sua complessità, che ne conoscano il linguaggio ma che possano anche comprendere l’importanza delle ibridazioni di formati e delle giuste declinazioni sui differenti canali.