L’evoluzione digitale non è un obbligo di legge per chi ha a che fare con arte e cultura. Anche nella relazione tra musei e digitale infatti, la responsabilità di un museo si limita a rendere quanto più disponibili e accessibili al pubblico le collezioni, al fine di assicurare la loro valorizzazione – il come però non è imposto da nessun decreto ministeriale.

Qual è dunque lo stato dell’arte tra musei e digitale?

Una dovuta premessa per te, lettore: questo articolo non è una guida verticale sulle ultime iniziative museali nate durante il lockdown, bensì una panoramica di case studies che raccontano la sfida della digitalizzazione dei musei italiani e stranieri in questi ultimi anni.

Nel 2019 l’ICOM (International Council of Museums) ha avvertito la necessità di fare una chiamata alle armi di tutti i membri internazionali per rivedere la definizione attuale di museo (così dal 2007), in modo da racchiudere le nuove e inevitabili priorità della rivoluzione digitale. 

Tra le 267 proposte ricevute da tutto il mondo, l’Italia risponde così all’acceso dibattito:

Il Museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, accessibile, che opera in un sistema di relazioni al servizio della società e del suo sviluppo sostenibile. Effettua ricerche sulle testimonianze dell’umanità e dei suoi paesaggi culturali, le acquisisce, le conserva, le comunica e le espone per promuovere la conoscenza, il pensiero critico, la partecipazione e il benessere della comunità.

Definizione estratta dall’intervento “Il ruolo del Museo oggi” di Barbara Landi (Responsabile Comunicazione ICOM Italia), durante il Convegno “Prove pratiche di trasformazione digitale nei Musei”, Mestre, 24 settembre 2019.

In questa definizione saltano all’occhio alcuni concetti chiave – accessibilità, relazione, promozione, partecipazione – che possono essere amplificati (e non filtrati) da un unico mediatore: il digitale, quell’elemento ormai essenziale che permette a un museo, pur mantenendo la sua fisicità, di estendersi e avvicinarsi al visitatore anche sul web. 

Partendo dai quattro concetti chiave identificati sopra, quali sono gli esempi di trasformazione che oggi i musei hanno messo a disposizione dei visitatori, facendo convivere esperienza fisica e digitale? E soprattutto, come si traduce questa chiamata all’azione – Let’s get phygital?

1. Accessibilità: quando visitare un museo non è solo questione di ticket

“Biglietto prego” è una richiesta a cui il pubblico internauta è dispensato quando atterra sulla pagina online di un museo: sono numerose infatti le realtà che oggi offrono gratuitamente ai visitatori soluzioni di avvicinamento e di visita virtuale delle proprie collezioni. 

Il Rijksmuseum di Amsterdam, per esempio, con la sua App Rijksstudio dà la possibilità all’utente di pianificare un percorso di visita personalizzato seguendo le opere preferite. Oppure il MoMa di New York dal 2017 con il progetto “At the museum” permette di sbirciare dietro le quinte l’organizzazione del museo grazie ad una serie di documentari su YouTube che raccontano, attraverso le voci degli addetti ai lavori, la sua gestione.

2. Relazione: la distanza non ci separerà

Negli ultimi tre mesi in Italia sono proliferate bellissime iniziative digitali che garantiscono un contatto virtuale dei musei con il visitatore e assicurano un engagement attraverso i social. Qual è il vantaggio per il visitatore? Una nuova relazione con il museo basata sull’empatia e una possibilità di dialogo che abbatte qualsiasi barriera culturale.

A Milano per esempio il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci con “Storie a porte chiuse” approfondisce le collezioni con la voce del suo direttore e dei collaboratori, così come il Museo Poldi Pezzoli e le sue “Poldi Pezzoli Stories” o gli “Appunti per una resistenza culturale” promossi dalla Pinacoteca di Brera.

3. Promozione: farsi conoscere da un pubblico potenziale

Per un museo, promuoversi attraverso i propri canali (online e offline) significa non solo tenere aggiornata la “fanbase” sulle ultime attività o mostre in programma, ma vuol dire soprattutto raggiungere e incuriosire potenziali utenti. 

Per tutto c’è una strategia, anche per farsi conoscere e progettarne una efficace per sapersi raccontare (o essere raccontati) può avere dei risvolti divertenti, come le iniziative “It’s time we MET”, del Metropolitan Museum of Art e “I went to MoMa and…” del Museum of Modern Art di New York, esempi di crowdsourcing i cui contenuti si sono trasformati in vere e proprie campagne di promotion.

 

Photo by moma.org

4. Partecipazione: guardare e toccare è una cosa da imparare
La logica dell’immersività e dell’interazione del pubblico con le collezioni museali sono abilitate sempre più grazie al digitale (basti pensare alle potenzialità della gamification o della AR e VR ).

Parlare di “museo partecipativo” significa riconoscere un processo di co-creazione culturale tra un pubblico prosumer e l’ecosistema museale stesso. I visitatori infatti non visualizzano più passivamente i contenuti culturali, ma hanno la possibilità di interagire attivamente e creare una narrazione personale tramite semplici gesti.

Ne è un esempio il gioco Past for Future ideato nel 2018 da Fabio Viola per il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, un viaggio investigativo che porta alla scoperta dei tesori del MArTA e del territorio, dove il protagonista è il giocatore stesso e ogni sua mossa e scelta influenzeranno la storia. 

La proattività del visitatore genera relazioni, contenuti e, soprattutto, dati, utili per il museo nel conoscere i bisogni del proprio pubblico e progettare una pianificazione strategica “visitor-driven”.

Siamo dunque in piena evoluzione culturale, in cui l’esperienza digitale però non sostituisce e filtra quella fisica, ma anzi, ne alimenta  ancora di più il valore e ne arricchisce l’esperienza on-site. La trasformazione digitale per un museo è quindi un’opportunità unica per popolare e dare vita ad un ecosistema di relazioni socio-culturali che si estendono senza barriere tra lo spazio fisico delle collezioni e quello online: let’s get phygital!